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Guerriero Islamico – Parte 2 – Masterclass

Di Diego Ruina
Modello WHITE MODEL 90 mm
Tratto dalla rivista Soldatini nr. 24

L’ambientazione

L’idea è venuta osservando delle foto di palazzi e giardini orientali, ma soprattutto da un tappo di una bottiglia di profumo, che somigliava molto ad una grossa anfora.

Dopo qualche schizzo di prova e dopo aver scartato le idee che mi piacevano meno, ho steso il progetto definitivo dell’ambientazione; nel modellismo tradizionale i progetti definitivi subiscono sempre notevoli variazioni durante la costruzione: è incredibile, per quanto mi metta a disegnare ed immaginare le ambientazioni, ogni volta finisco per realizzare una cosa totalmente diversa!!

La realizzazione

Ho impiegato una base di forma circolare ricavata da una tavoletta di compensato di 4 mm, tagliata con una “tazza” da trapano.

Sul disco di legno ho tracciato grossolanamente a matita la disposizione dei vari elementi.
A questo punto ho cominciato a realizzare i vari “strati” che compongono le strutture presenti, partendo dalla pavimentazione di lastre di pietra.
Dopo aver tracciato la circonferenza su un foglio di plasticare da 1 mm, ho tagliato il disco con un compasso tagliaretini per poi disegnarvi sopra le varie piastrelle.
Successivamente le ho incise con un taglierino ben affilato.
Per dare alla piastra la rugosità tipica della pietra ho energicamente strofinato e raschiato a mano la superficie con una spazzola metallica da “meccanico” e con varie altre spazzole da trapano.
Ho poi rifinito le pietre con piccole crepe incise con un punteruolo:
Una volta fissato il plasticare al legno con una generosa dose di cianoacrilato denso sono passato alla realizzazione del muretto, del “cubo” piastrellato e del vaso di pietra.
Per realizzare il muretto ho tagliato un pezzo di laminato plastico a base di PVC.
Questo materiale è prodotto in spessori che variano da 1 mm a 4 cm, è estremamente leggero, indeformabile nel tempo ed inoltre può essere segato tramite la sega circolare come se fosse legno.
E’ anche molto morbido e poroso, una volta rimosso lo strato esterno, si incide quasi come il gesso.
L’unico problema è la reperibilità.
Una volta incisi e tesaurizzati i mattoni mediante una lama e uno spazzolino metallico, ho realizzato le lastre superiori con dei plasticard da 1 mm e le piastrelle con due striscioline di plasticard da 0.25 mm.
Per realizzare le singole piastrelle rettangolari ho prima incollato la striscia con cianoacrilato per poi incidere una serie di solchi verticali con il taglierino.

Sono poi passato alla realizzazione dell’anfora.
Per prima cosa ho pulito dalle sbavature il tappo di bottiglia di profumo e l’ho lavato nella trementina, nel tentativo di togliergli l’odiosa fragranza alla violetta che lo aveva impregnato!
La forma del tappo non mi convinceva fino a quando non ho trovato il modo di fare il piede del vaso: un occhiello di tenda da campeggio ed una rondella di ferro!!!
E’ incredibile quanti usi possano avere gli oggetti più impensabili nelle mani di un modellista, in questo senso l’officina del bricolage di mio padre è una miniera di oggetti utili.
Finita l’anfora sono passato al piedistallo, realizzandolo partendo da un cubetto di legno rivestito con fogli e striscioline di plasticard.
Anche qui, per tracciare le piastrelle ho incollato il plasticare al legno per poi incidere con una lama ed una piccola squadra le piastrelle quadrate. Per simulare i “rigonfiamenti” delle piastrelle dovute all’umidità ed al tempo, ho semplicemente spinto il manico in legno di una spatola sul plasticare, che dato il suo minimo spessore si deforma molto semplicemente.

Per realizzare il terreno ho impiegato del Milliput tesaurizzato con un vecchio spazzolino da dentie dalla sabbietta incollata con del Vinavil.
L’ambientazione ora è completa, mancano solo le piante.
Dopo una breve ricerca fra le fotoincisioni in mio possesso ed un’occhiata ai cataloghi, ho deciso di autocostruire i due tipi di foglie necessarie, dedicando alla tediosa operazione un’intera domenica piovosa.

Munito di molta pazienza, un paio di forbicette ben affilate, l’essenziale lamierino di stagno, del filo di rame sottile ed un cd di musica allegra per ravvivare un po’ il lavoro, mi sono dedicatao alla “botanica”.
Per la pianta nel vaso ho tracciato con una matita numerose sagome di diverse dimensioni.
Le ho poi ritagliate una ad una per realizzare la bombatura e le venature; ho posizionato la foglia su numerosi strati di Scottex in modo da avere una superficie morbida e deformabile per poi incidere con un punteruolo dalla punta arrotondata la venatura centrale.
Lo stagno è molto morbido e grazie alla superficie d’appoggio soffice, l’attrezzo lascia nella foglia un vistoso solco al quale corrisponde sulla parte opposta una nervatura a rilievo.
Ho poi carteggiato un pennello con manico rotondo e del diametro opportuno sino ad avere l’estremità semisferica e senza punte.
Con questo strumento ho realizzato le bombature semplicemente pigiando sui lati delle foglie dal lato della venatura in rilievo.
Fatto ciò, ho rigirato le foglie e, con il punteruolo, ho inciso le venature più piccole.
Per finire, ho tagliato con le forbici alcuni lembi in modo casuale, per poi incollare con il cianoacrilato un sottile filo di rame per simulare il picciolo.
Sono poi passato alla palma, disegnando a matita sullo stagno la forma lanceolata delle foglie di varia misura per poi tagliarle ed incollarvi un filo di rame come venatura centrale.
Il passo successivo è stato quello di simulare la caratteristica “dentellatura”.
Ho realizzato delle incisioni a “V” molto fitte che, dal bordo della foglia arrivano alla nervatura centrale. Finito di intagliare tutte le foglie, con le dita in preda ai crampi, ho cominciato a piegarle per il lungo, piegando poi le foglioline laterali in maniera casuale.
Il tronco è stato modellato con del Milliput nel quale ho inserito i perni delle foglie.
Per inserire le foglie nello stucco è necessario osservare in che modo esse sono posizionate sulla palma vera.
In questo caso nascono due a due, alternando ortogonalmente il senso di apertura.
Nel frattempo mi sono munito di ombrello e stivali e sono andato as osservare il tronco della palma che ho in giardino per copiarne i colori e il modo in cui le foglie si innestano al tronco.
Ho realizzato con del Milliput la parte più rigida del gambo, ingrossando verso il tronco.
Per ultimo ho realizzato il cuore della palma con un tondino di balsa inciso con il taglierino.
Tutta l’ambientazione può ora ricevere una mano di primer per essere poi dipinta.

Pittura

Ho cominciato la colorazione partendo dalle mattonelle del selciato e dal muretto.
Siccome volevo dare l’impressione di un selciato realizzato con pietre di diverse tonalità, sono partito da tre diversi toni di base: giallo ocra, marron scuro e verdastro.
In seguito ho schiarito con del grigio chiaro, del beige e del bianco mediante successivi passaggi di drybrush.
Finito di lumeggiare, ho dato dei lavaggi di olio con del nero, del verde e del terra d’ombra.
Per il muretto, sono partito da una base di grigio schiarito con del bianco a drybrush e mediante dei lavaggi di bianco puro ho evidenziato i punti più in luce.
In seguito, ho effettuato altri lavaggi, come quello del selciato, avendo però cura di insistere nei punti più bassi e negli angoli delle pietre.
Sono poi passato alla colorazione del “cubo” e del vaso partendo dalle piastrelle. Per dare l’effetto della ceramica bianca ingiallita dal tempo e dallo sporco, sono partito stendendo una mano di grigio chiaro mescolato con del beige, schiarito a drybrush con bianco puro.
In seguito ho dato un lavaggio ad olio con Terra di Siena e del Giallo Ocra, sovrapponendo più mani negli angoli.
Ho poi schiarito nuovamente con del bianco diluito una piastrella alla volta, per concludere con una leggera profilatura in Terra d’Ombra.
Lo stesso metodo è stato impiegato per le piastrelle del muretto.
Una volta secco l’olio, ho dipinto i decori con del colore molto diluito ed un pennello fine.
Per simulare la “smaltatura” delle singole piastrelle, ho steso su ognuna una mano di trasparente lucido, stando attento a non farlo entrare nelle fessure tra una piastrella e l’altra. In seguito con dei lavaggi ad olio ho scurito e sporcato gli angoli.
Per dipingere il vaso, ho impiegato dei lavaggi partendo da un grigio chiaro e schiarendo con del bianco puro.
Ho poi dato ulteriori lavaggi ad olio per sporcare e scurire l’insieme.
L’ultimo tocco sono state le crepe ed i decori blu.
Per il terreno ho lavorato di drybrush con vari toni di marrone e beige, per poi incollarvi sopra con del Vinavil diluito dell’erbetta ricavata da aghi di asparagina tinti.
Sono poi passato alla colorazione delle piante, stendendo una mano di base ad aerografo e, lavorando poi a drybrush con varie tonalità di verde schiarito con giallo e bianco, in seguito ho realizzato le parti secche con dei lavaggi di marrone terra schiarito con ocra e beige a drybrush.
Per il tronco della palma ho usato del marrone scuro schiarito con ocra e beige a drybrush.
Dopo aver incollato le piante al loro posto, ho incollato le foglie secche una ad una con del cianoacrilato (non sono altro che le infiorescenze delle betulle seccate) per poi dare qualche passata di drybrush con ocra e beige.
Ho finito con il collocare e colorare i fili d’erba (infiorescenze del muschio) ed i vari sassolini presenti sul selciato.
Una volta dati gli ultimi ritocchi e corretti i piccoli graffi, l’ambientazione è finita e pronta per accogliere il soldatino.
Una basetta di legno tornita e una bella etichetta completeranno l’opera.

Anche se mi sono un po dilungato credo di essere stato abbastanza preciso nel descrivere l’opera ed in tal modo avervi fornito il miglior aiuto possibile.
Tocca a Voi adesso.

BUON LAVORO

Diego Ruina