La Nascita
La vita del Corsari II inizia nel maggio del 1963, quando la Marina americana completò lo studio per un “Aereo imbarcato d’assalto”.
Tale studio riguardava un velivolo subsonico atto, secondo gli intendimenti della U.S. Navy, a sostituire i Douglas A-4 “Skyhawk”, che per essendo ottimi mezzi, già non soddisfacevano più le necessità della marina sia come autonomia che come carico bellico trasportato.
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Da questo studio scaturì in giugno una richiesta di proposte, con la specifica VAL, alla quale risposero la Douglas, con uno Skyhawk modificato, la Grumman con una modifica dell’A-6 “Intruder”, la North American, con una versione del FJ-1 “Fury” ed infine la LTV con il suo A-7.
Tale progetto nasceva dalla modifica della cellula del caccia supersonico imbarcato F-8 “Crusader”.
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Con la specifica VAL, un velivolo subsonico con un basso consumo specifico, il nuovo aereo non richiedeva l’installazione del post-bruciatore come nel Crusader, la sua cellula poteva, pertanto, essere drasticamente accorciata. |
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Ciò rendeva l’aereo assai corto, permettendo così degli elevati angoli di attacco sia in decollo che in atterraggio.
Ciò diede la possibilità di eliminare l’ala ad incidenza variabile, caratteristica peculiare del Crusader, pur conservandone l’aspetto della pianta.
L’11 febbraio 1964 la LTV venne dichiarata vincitrice e il 19 marzo fu stipulato il contratto per tre prototipi e quattro pre-serie; il 25 giugno fu presentato il modello in legno in grandezza naturale e il 27 settembre dell’anno successivo, volò il primo prototipo dell’A-7° Corsari II con 25 giorni di anticipo sulla data prevista dal contratto.
L’evoluzione
Le consegne alla U.S. Navy iniziarono il 14 ottobre 1966 quando lo Squadron VA-174, presso la Naval Air Station Cecil Field in Florida, prese in carico il primo A-7° di serie.
La produzione continuò con altri 192 esemplari di questa versione, poi fu mutata in linea di montaggio installando il motore P&W TF 30-P-8 in luogo del TF 30 P-6 meno potente, migliorando l’avionica e applicando un contenitore ECM (contromisure elettroniche) sulla sommità della deriva; tale versione modificata venne chiamata A-7B e fu prodotta in 196 esemplari.
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Nel frattempo anche l’USAF iniziò ad interessarsi al Corsari II, richiedendo però notevoli modifiche onde ottimizzare l’impiego dell’aereo in funzione delle proprie esigenze.
Nacque così la versione A-7D i cui principali cambiamenti riguardavano l’adozione del motore più potente Allison TF 41 A-1 (versione statunitense del Rolls Royce “Spey”); l’installazione di un cannone G.E. M 61 A-1 “Vulcan” da 20 mm a sei canne rotanti con una cadenza di tiro, regolabile dal pilota, di 4.000 o 6.000 colpi al minuto al posto delle due armi Mk. 12 da 20 mm; l’adozione di un sistema anti-skid per l’impianto frenante, serbatoi in schiuma di poliuretano autostagnanti, la triplicazione dell’impianto idraulico, già doppio nelle versioni A e B, l’aumento della corazzatura in acciaio ed in carbonato di boro, e l’aumento delle ECM passive ed attive.
Ma il maggiore cambiamento apportato fu la totale modifica dell’avionica, tale da permettere una missione d’attacco completamente automatizzata: dal volo di trasferimento verso l’obiettivo, la sua distruzione e la rotta di disimpegno a missione compiuta.
Al pilota rimane quindi il compito di controllare che tutto si svolga come preventivamente stabilito, conla possibilità di inserire nuovi dati nel calcolatore di bordo, a secondo delle necessità che man mano si verificano nel corso della missione, seguendo i dati di volo nell’HUD (Head Up Display), un sistema di visualizzazione di tutti i parametri di volo, proiettati su di uno schermo trasparente, posto sopra il cruscotto, che permette la sua lettura a testa alta, cioè senza distogliere lo sguardo da ciò che accade all’esterno.
Ultima modifica apportata all’A-7D riguarda il sistema di rifornimento in volo che fu modificato nel 17°, 27° e successivi esemplari di A-7D prodotti; dal sistema a “fioretto” della U.S. Navy si passò al sistema a “ricettacolo” per i rifornitori ad asta rigida dell’USAF.
Di tale versione ne vennero previsti 669 esemplari.
Tali modifiche apportate per i Corsari II dell’USAF vennero standardizzate anche per la nuova versione della Marina A-7E, con il solo cambiamento del tipo di motore installato: il TF 41 A-2, leggermente più potente ed in grado di utilizzare carburante JP-5 in luogo del JP-4 utilizzato dall’USAF.
Tuttavia, non essendo disponibile tale motore, ai primi 67 velivoli costruiti vennero installati i motori TF 30-P-8 e vennero denominati A-7C per non creare confusioni.
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Della versione A-7E vennero previsti in totale 704 esemplari. |
A-7H versione simile all’A-7E ma senza sonda per il rifornimento in volo né gancio d’appontaggio, ordinati dalla Grecia in 60 esemplari.
Da un articolo di Fabrizio Jannetti pubblicato su “Storia Modellismo” nr. 4 Aprile 1977



