La tecnica
Il Corsari II è un monoreattore monoposto ad ala alta,calettata a meno 1°, con un dietro negativo di 5°, con una freccia di 35° ad un quarto della coda.
L’ala è dotata di ipersostentatori al bordo d’attacco (slat), inclinabili di 42° e di “flap” al bordo d’uscita inclinabili di 40°, che permettono di mantenere in limiti molto bassi la velocità minima.
Le estremità alari, su cui si estendono gli alettoni, sono ripiegabili verso l’alto per facilitarne lo stivaggio a bordo delle portaerei (tale caratteristica è mantenuta anche nelle versioni terrestri), la sua struttura, a cassone bilongherone, è molto robusta e permette di incassare colpi nemici, senza che la struttura totale ne risenta.
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Sotto di essa vi sono tre piloni per semiala, i due più interni per carichi fino a 1.134 Kg, i quattro rimanenti per carichi fino a 1.588 Kg.
Anche la fusoliera, divisa in tre tronchi (muso, tronco centrale con ala e carrello principale, tronco posteriore con motore ed impennaggi), ha una struttura molto resistente a semiguscio, con fasciame in lamiera irrigidita da correntizi e dalle ordinate di forza.
Sui fianchi di essa vi sono due piloni , per carichi massimi di 227 Kg ciascuno; sul ventre si trova un freno aerodinamico di grande superficie che può estendersi con un angolo di 60°.
Il motore, senza post-bruciatore, è del tipo a doppio flusso (turbofan) con un basso consumo specifico e una pronta risposta alla manetta, dote indispensabile per un aereo d’attacco a bassa quota. Come tutti i Turbofan, ha una temperatura di scarico relativamente bassa che riduce notevolmente il pericolo di essere agganciato da missili con guida all’infrarosso.
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Il Corsair va alla guerra (L’esperienza in Viet-Nam)
La vita operativa dell’A-7 inizia il 4 novembre 1967, quando il primo Squadron operativo su A-7°, il VA-147 “Argonauts”, viene imbarcato sulla portaerei “USS Ranger” e inviato con essa nel golfo del Tonchino da dove iniziò le operazioni nei cieli del Viet-Nam.
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Il 4 dicenbre 1967 ebbe infatti il battesimo del fuoco, partecipando alla distruzione di un ponte nei pressi di Vinh nel Nord Viet-Nam. |
Gli A-7° del VA-147 diedero, inoltre, il loro appoggio tattico ai Marines durante l’assedio di Khe Sanh ed effettuarono numerose missioni di ricognizione sul Laos.
Nel gennaio del ’68 la “USS Rangers” lasciò la “Yankee Station” (venne chiamata così la zona del Golfo del Tonchino in cui stazionavano le portaerei statunitensi impiegate nelle missioni sul Viet-Nam) per portarsi nel Mar del Giappone, a seguito della cattura, da parte delle unità Nord Coreane, della nave da ricognizione elettronica “USS Pueblo”, da dove i Corsair II del VA-147 pattugliarono le coste orientali della Corea del Nord.
Dopo tale periodo di relativo riposo gli “Argonauts” tornarono nella mischia Vietnamita e vi rimasero fino al 25 maggio 1968 quando furono rimpatriati; nelle 1.400 missioni, sia diurne che notturne, persero solo un aereo ad Haiphong.
Il 30 maggio giunsero a “Yankee Station” il VA-82 “Marauders” e il VA-86 “Sidewinders” entrambi su A-7°, imbarcati sulla “USS America”, seguiti in luglio dalla “USS Constellation” con il VA-97 “War Hawks” ed il VA-27 “Royal Maces”.
Nei primi mesi del 1969 giunse poi nel Tonchino la “USS Ticonderoga” che imbarcava i primi due Squadron operativi su A-7B: il VA-25 “First of Fleet” ed il VA-87 “Golden Warriors”.
Una svolta decisiva avvenne nel maggio del 1970 quando entrarono in azione i primi A-7E del VA-147 e del VA-146 “Blue Diamonds”; i nuovissimi Corsair II si guadagnarono immediatamente i favori dei piloti, per la loro eccezionale precisione nel centrare i bersagli, sia con comando manuale che automatico, e per le ottime prestazioni del cannone “Vulcan”.
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Nell’ottobre del 1972 iniziarono ad operare nel Viet-Nam dalla base di Korat (in Thailandia), anche gli A-7D del 354° Tactical Fighter Wing dell’USAF, la quale già dalla fine del ’69 aveva iniziato a ricevere i primi A-7D presso il 4510° Combat Crew Training Wing sulla Luke AFB in Arizona. |
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I Corsair II dell’USAF parteciparono alle operazioni finali della guerra fino al totale disimpegno americano all’inizio del 1973; essi compirono missioni di interdizione e bombardamento ed alcune missioni di appoggio tattico alle ormai esigue operazioni terrestri.
In maggior numero furono le missioni di scorta armata ad elicotteri da soccorso impiegati in recuperi di piloti americani abbattuti, missioni che prima erano effettuate dai Douglas A-1 “Skyraiders”.
Da un articolo di Fabrizio Jannetti pubblicato su “Storia Modellismo” nr. 4 Aprile 1977



