{"id":9800,"date":"2021-02-16T20:46:06","date_gmt":"2021-02-16T19:46:06","guid":{"rendered":"https:\/\/masterclass.it\/wp\/articles\/autoblinde-ansaldo-masterclass\/"},"modified":"2021-02-16T20:50:59","modified_gmt":"2021-02-16T19:50:59","slug":"autoblinde-ansaldo-masterclass","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/masterclass.it\/wp\/articles\/autoblinde-ansaldo-masterclass\/","title":{"rendered":"Autoblinde Ansaldo &#8211; Masterclass"},"content":{"rendered":"<p><head><meta http-equiv=\"Content-Type\" content=\"text\/html; charset=utf-8\"><\/head><\/p>\n<p>GIO. ANSALDO &amp; C.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/masterclass.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ansaldo3.jpg\" width=\"132\" height=\"103\">\u00a0\u00a0<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/masterclass.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ansaldo1.jpg\" width=\"229\" height=\"155\"><\/p>\n<hr>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p>Le origini degli stabilimenti Ansaldo risalgono al 1853, anno in cui Giovanni Ansaldo rilev\u00f2 la societ\u00e0 in liquidazione Taylor &amp; Prandi, che operava a Sampierdarena.<\/p>\n<p>Nel 1886 il cantiere navale fu trasferito a Sestri Ponente, ove nel corso degli anni fu portato all&#8217;efficienza, che gli consent\u00ec di impostare contemporaneamente 10 navi su altrettanti scali.<br \/>Durante la prima guerra mondiale la ditta fond\u00f2 nuovi stabilimenti e trasform\u00f2 gli altri gi\u00e0 esistenti per renderli rispondenti alle esigenze del momento: pot\u00e8 fornire cos\u00ec alla nazione 10.000 bocche da fuoco, milioni di proiettili e innumerevoli aeroplani.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/masterclass.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ansaldo7.jpg\" width=\"229\" height=\"166\"><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;Ansaldo era, a quei tempi cos\u00ec strutturata:<\/p>\n<p>&#8211; cantieri a Sestri Levante<\/p>\n<p>&#8211; stabilimenti meccanici di Sampierdarena (fabbrica di motori di ogni tipo, fabbrica di locomotive e di carri ferroviari)<\/p>\n<p>&#8211; stabilimenti elettronici di Cornigliano Ligure<\/p>\n<p>&#8211; acciaierie e fonderie di Cornigliano Ligure (capacit\u00e0 di produzione di circa 15.000 tonnellate mensili nel 1929)<\/p>\n<p>&#8211; stabilimento metallurgico Delta di Cornigliano Ligure (lavorazione del rame, fabbricazione di eliche e bossoli di artiglieria)<\/p>\n<p>&#8211; stabilimento per la costruzione di artiglierie di Cornigliano Ligure<\/p>\n<p>&#8211; fonderie di ghisa a Multedo<\/p>\n<p>&#8211; societ\u00e0 collegate:<\/p>\n<p>1) Gio. Fossati &amp; C. di Sestri Ponente per fucinati e stampati<\/p>\n<p>2) Cantieri Officine Savoia, per motori di tipo Diesel<\/p>\n<p>3) Ansaldo Coke per la distillazione del carbone<\/p>\n<p>4) Ansaldo Lorenz per la produzione di apparati telefonici<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/masterclass.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ansaldo5.jpg\" width=\"351\" height=\"255\"><\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Nella grande guerra l&#8217;Ansaldo produsse due serie di autoblindate (una del 1915, l&#8217;altra del 1917; per un totale di 150 esemplari).<br \/>Nella prima serie l&#8217;armamento comprendeva una mitragliatrice Maxim da 6.5 mm nella torretta superiore ed altre due in quella inferiore.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Entrambe le versioni dell&#8217;autoblinda si basavano sull&#8217;autotelaio Lancia con motore a quattro cilindri in linea (alesaggio 110 mm, corsa 130 mm, cilindrata totale 4.940 cc) che erogava una potenza effettiva di 70 Hp al regime massimo di 2.200 giri.<br \/>L&#8217;accensione era a magnete; la trasmissione cardanica comprendeva una frizione a secco, con dischi multipli, e un cambio a 4 velocit\u00e0 + la retromarcia.<\/p>\n<p>Tale autotelaio, dopo le modifiche apportate per lo specifico impiego, fu denominato \u201c1ZM\u201d e pi\u00f9 tardi \u201cChassis speciale per automitragliatrice\u201d.<\/p>\n<p>Esso era di concezione convenzionale, con motore anteriore raffreddato ad acqua, guida a destra, sospensioni a balestra, ruote posteriori motrici doppie del tipo a \u201cdisco di lamiera\u201d con pneumatici a tallone.<\/p>\n<p>Il suo peso raggiungeva i 1.600 Kg.<\/p>\n<p>Tutte la parti del motore e del telaio erano blindate con lamiere di acciaio al cromo-nikel, spesse 6 mm.<\/p>\n<p>La seconda versione (modello 1917) fu blindata con piastre al molibdeno, a causa delle difficolt\u00e0 di approvvigionamento del cromo-nikel.<\/p>\n<p>Il motore era protetto da un cofano blindato provvisto di alette per il passaggio dell&#8217;aria e da una lamiera anteriore piegata per convogliare l&#8217;aria al radiatore. Pesava 170 Kg ed era fissato ai longheroni del telaio.<\/p>\n<p>Il cassone costituiva il corpo della vettura; due porte di ingresso permettevano l&#8217;accesso; un largo portello anteriore, tre finestrini per parte ed uno posteriore assicuravano un&#8217;ampia visibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il serbatoio della benzina di forma cilindrica della capacit\u00e0 di 100 Litri, si trovava al centro della cabina, protetto da lamiere di 5 mm.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/masterclass.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ansaldo6.jpg\" width=\"250\" height=\"180\"><\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p>Sul serbatoio vi era un sedile di legno e lateralmente due seggiolini pi\u00f9 la cassetta porta-accessori.<br \/>La torretta girevole era sistemata sulla carrozzeria e poggiata su di una doppia serie di sfere, una di sostegno e una di guida.<br \/>In marcia, la torretta era tenuta in posizione da un nottolino; durante l&#8217;impiego essa poteva essere ruotata nella posizione pi\u00f9 conveniente.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Le ruote erano protette da un parafango con scudo laterale.<br \/>L&#8217;armamento in origine era costituito da tre mitragliatrici St. Etienne Modello 1907 da 8 mm, opportunamente blindate e previste di nastri per un totale di 15.000 colpi e di 24 caricatori metallici, contenenti ciascuno 600 colpi.<br \/>L&#8217;equipaggio disponeva, inoltre, di 4 fucili mitragliatori Chauchat (con 1.200 colpi ciascuno) che potevano essere impiegati sia attraverso i finestrini che attraverso lo sportello superiore della torretta.<\/p>\n<p>Sul davanti del cofano l&#8217;autoblindomitragliatrice portava due ferri che servivano per tagliare i reticolati.<\/p>\n<p>L&#8217;armamento, nel 1928, consisteva in 3 mitragliatrici Fiat Mod. 14; un treppiede per mitragliatrice modello 14; cassette per acqua sistemate internamente, pi\u00f9 tre bidoni per le mitragliatrici; 240 caricatori da 50 colpi (12.000 in totale).<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p>L&#8217;equipaggio rimase costituito da un capo-autoblindo, un pilota, tre mitraglieri e un servente.<br \/>Alcune delle macchine dislocate in Africa Orientale ebbero le Fiat tipo aviazione, raffreddate ad aria, anzich\u00e9 ad acqua.<br \/>L&#8217;equipaggiamento elettrico comprendeva la dinamo, il motorino di avviamento, la batteria, il faro centrale, il fanalino anteriore destro e il fanalino posteriore.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/masterclass.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ansaldo2.jpg\" width=\"250\" height=\"166\"><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Le prime Ansaldo-Lancia furono distribuite nel giugno del 1915, data in cui fu possibile formare le prime sezioni di autoblindomitragliatrici con personale proveniente dalla cavalleria.<\/p>\n<p>Successivamente furono costituite sei Squadriglie.; subito utilizzate sul fronte dell&#8217;Isonzo, esse furono poi impiegate, dal 1916, nella zona di Gorizia, e nel 1917 a Torino.<\/p>\n<p>Nel novembre dello stesso anno 5 Squadriglie assegnate alla Cavalleria e alla Forza Celere, svolsero azione di retroguardia in occasione della ritirata del Piave.<\/p>\n<p>Nella primavera del &#8217;18 alle Squadriglie dotate di veicoli della prima serie si affiancarono quelle con le vetture della seconda serie.<\/p>\n<p>Parteciparono alla battaglia di Vittorio Veneto la Squadriglie Automitragliatrici di vecchia e nuova costruzione.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/masterclass.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ansaldo4.jpg\" width=\"454\" height=\"293\"><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Al 4 novembre 1918 ve ne erano in linea 17, tutte costituite presso il deposito del 1\u00b0 Reggimento Artiglieria da Fortezza di Genova.<\/p>\n<p>La Squadriglia era comandata da un capitano e disponeva di 7 subalterni 72 tra sottufficiali e soldati.<\/p>\n<p>Nel dopoguerra alcune autoblindomitragliatrici furono messe a disposizione delle truppe impegnate in Libia.<\/p>\n<p>Altre furono cedute alle Regie Guardie di PS, ai Carabinieri Reali e alla Milizia Volontaria.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nel settembre del 1919, ben 22 esemplari erano passati a Fiume, agli ordini di D&#8217;Annunzio.<\/p>\n<p>A partire dal 1929 fu formato un gruppo autoblindo su 4 Squadriglie.<\/p>\n<p>Da questo gruppo ebbero origine il battaglione Automotoblindo (con 16 autoblindo Lancia e 12 motoblindo Guzzi), una 1^ Squadriglia Autoblindomitragliatrici \u201cS\u201d ed una sezione della 2^, che furono impiegate nel 1935 per la conquista dell&#8217;Impero.<\/p>\n<p>Una Compagnia fu assegnata al CTV operante in Spagna, ed altre quattro Lancia, targate 72, 82, 83, 85, furono inviate nel 1937 a presidio della concessione italiana di Tien \u2013 Tsin.<\/p>\n<p>Allo scoppio della seconda guerra mondiale, alcune di queste macchine erano ancora in servizio.<\/p>\n<p>Definite \u201ca consumazione\u201d, trovano impiego in A.O.I. ed anche altrove.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo reparto dotato di Ansaldo-Lancia fu il plotone autoblindo CCCXII Battaglione Carristi, dislocato a Rodi l&#8217;8 settembre 1943.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p><em>Foto e testo di G. Carrera<br \/>Liberamente tratto dalla rivista \u201cMilitaria\u201d Nr. 2 del Luglio \u2013 Agosto 1993<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIO. ANSALDO &amp; C. \u00a0\u00a0 Le origini degli stabilimenti Ansaldo risalgono al 1853, anno in cui Giovanni Ansaldo rilev\u00f2 la societ\u00e0 in liquidazione Taylor &amp; Prandi, che operava a Sampierdarena. 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