La divisa dei marinai di tutte le Marine Militari del mondo è praticamente la stessa, nei due tipi, invernale di panno blu scuro ed estiva di tela bianca.
Il Regio Decreto del 1° Aprile 1861 nr. 4829 (art. 13) disponeva "Nessuna innovazione è fatta alla attuale tenuta degli individui di Bassa Forza del Corpo Reale Equipaggi"; si deve pertanto concludere che per la Regia Marina del neonato Regno d'Italia di adottarono le divise dei marinai del Regno di Sardegna.
Il Regolamento sulle uniformi della Real Marineria del Regno di Sardegna all'art. 206 recitava:

" I marinari di prima classe vestiranno in questo modo:

Giubbetto di panno turchino, che incavalchi sul petto, abbia per ogni parte nove bottoncini senza corona, sia ornato alle estermità della goletta con tre altri bottoncini per parte, equidistanti.

La partecipazione italiana alla campagna di Russia si espresse, inizialmente, con un piccolo corpo di spedizione, il CSIR, che avrebbe combattuto duramente e con successo durante l'avanzata in Ucraina.
Successivamente, nel 1942, su richiesta di Hitler che per il suo piano offensivo aveva bisogno soprattutto di fanterie da porre a presidio dell'immenso fronte che si sarebbe prodotto, Mussolini dispose la partecipazione più ampia.


Una flottiglia MAS venne inviata sul Mar Nero per operare nelle acque di Sebastopoli, mentre con i contingenti del CSIR, tre divisioni alpine e altre divisioni di fanteria e alcune legioni di camicie nere, venne costituita l'ARMIR (Armata Italiana in Russia) che avrebbe preso posizione sul fiume Don.

La storia di Giorgio Castriota detto "SCANDERBEG" eroe nazionale Albanese



Giorgio Castriota nacque nel nord dell'Albania (nella valle del Matì) nel 1403, ultimo genito del principe Giovanni che molto tempo combatteva contro  i Turchi.
Castriota è stato ed è tuttora immerso nella leggenda, le sue epopee a tutt'oggi suscitano sentimenti di grandezza in ogni albanese, addirittura la leggenda narra che la madre incinta sognò un drago che sovrastava l'Albania, inghiottendo moltitudine di Turchi.
Quando nacque Giorgio la tradizione narra che questi avesse già tatuato sul braccio una spada.
A proposito della leggendaria spada che ha un'elsa forgiata a forma di drago che si protende verso un guerriero, pare che sia conservata presso il  museo di Capodimonte a Napoli.

Alla scoperta dell'esercito della "Serenissima"


Nel '700 la Serenissima estendeva i suoi confini fini alle isole Ioniche includendo anche parte della Dalmazia e dell'Albania, ottenendo proprio da queste terre alcuni dei soldati più valorosi e fedeli: gli Schiavoni o Oltremarini.
Essi nacquero come corpi di fanteria di marina, ma ben presto passarono di servizio di terra.

Nel 1784 si contavano ben 11 Reggimenti di cui 3 in terraferma (Veneto) e 8 in Dalmazia.

Si sono sempre distinti per secoli in ogni battaglia della Repubblica Veneziana, addirittura, quando nel 1797 i Francesi invasero i territori della Serenissima, 600 schiavoni si schierarono per fronteggiarli presso Verona.
Occupata Venezia i Francesi ne ordinarono lo scioglimento.

CONOSCIAMO PIU' DA VICINO LE POPOLAZIONI INDIGENE DELLE GRANDI PIANURE DELL'AMERICA DEL NORD


Tutti i tipi di decorazioni ed ornamenti con cui venivano guarniti gli abiti, utensili ed armi riflettevano l'esigenza di  applicare simboli magici protettivi e bene auguranti.
I pellirosse, spesso, prima di combattere dipingevano il viso, il corpo e anche i loro cavalli con speciali di segni colorati che gli venivano rivelati dagli spiriti nei sogni.
Il rosso era il colore più usato per chi andava in battaglia, era simbolo di forza.
Il colore nero, invece, era prescelto per dipingere il corpo dei guerrieri che tornavano da un'impresa di guerra dopo aver ucciso molti nemici.
Non è certo facile codificare tutti i segni e i simboli delle diverse tribù, naturalmente le differenze tra le diverse tribù esistevano, ma sono da considerarsi sostanziali.