Premessa:
Le sorti della storia, e una certa riluttanza della aristocrazia veneziana a ad esaltare “il mestiere delle armi”, hanno reso difficile farsi un’idea esatta dell’esercito veneto durante tutte le epoche. Per non parlare poi del finire del ‘700 quando l’invasione napoleonica distrusse e assorbì (parlo di armamento, divise, risorse) tutto quello che restava delle forze armate venete, compresa la memoria. Per cui il mio lavoro, appoggiandosi a documentazione inoppugnabile, vuole svelare un poco questo che ormai rischia di esser un mistero. Che aspetto aveva la fanteria veneta all’arrivo dell’Unno francese?Qui, ammesso che ne siate interessati, troverete una risposta.
L’autore

Brevi cenni storico-iconografici

Il barone Lejeune è passato alla storia non tanto per dei fatti d’arme particolarmente eclatanti, ma per i famosi dipinti di battaglie napoleoniche da lui eseguiti durante il Primo Impero.
Essendo egli un osservatore privilegiato (Colonnello a.d.c. dello Stato Maggiore di Berthier) questi dipinti (La Moskowa, Somosierra, ecc…) sono particolarmente importanti poiché ritraggono in maniera dettagliata sia i partecipanti (marescialli, generali, ufficiali al seguito) sia le loro uniformi usate durante quel particolare fatto d’arme.
Lo stesso Lejeune si ritrae nei dipinti nella sua uniforme di a.d.c. disegnata da lui stesso.
Ed è nell’uniforme da campagna (pelisse di colore nero indossata e pantaloni lunghi rossi) che lo vediamo “dipingersi” alla battaglia della Moskowa nel 1812, uniforme riprodotta nel figurino realizzato dalla Masterclass.

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La famiglia Acciaioli o Acciaiuoli o Acciajuoli è una delle più famose famiglie di Firenze.
Originari di Brescia, il patriarca Gugliarello era un guelfo in fuga per sfuggire alle faide politiche, che si trasferì verso il 1160 a Firenze, dove si iscrisse all'Arte del Cambio. Probabilmente commerciava in acciaio e per questo avrebbe avuto il soprannome di Acciaiolo, da cui il cognome della famiglia.
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Un po di storia

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Siamo nel 1375 soli tre anni prima dell'elezione ad Avignone (Francia) dell'antipapa Clemente VII, dando vita al grande scisma d'occidente che durerà dal 1378 al 1417.
Con il papa e la curia ad Avignone, avrebbero avuto campo libero, in periferia i signori locali, e a Roma, la grande nobiltà.
Per porre rimedio ad una situazione a dir poco pericolosa per l'integrità e gli equilibri dello Stato Pontificio venne incaricato il Cardinale Albornoz .
Il cardinale Albornoz, aveva ricevuto da papa Innocenzo VI (1352 – 1362) il compito di ricostruire il patrimonio di S. Pietro, messo alla prova dalla tensione con Filippo IV il "bello", iniziò a portare a compimento la sua opera a Roma con abilità consumata ristabilì l'autorità papale sui territori della Romagna, delle Marche e dell'Umbria, che i signori locali s'erano attribuiti; di costoro alcuni furono mantenuti, altri destituiti.

di Italo Feregotto


 

 

Ho sempre ritenuto estremamente difficile dipingere i figurini che ritraggono personaggi (storici, di fantasia o attori che siano), forse è un problema tutto mio, ma credo in ogni modo che la tecnica del ritratto sia una delle cose più complicate da realizzare in quanto non solo l'artista (per me il figurinista è un'artista) deve riuscire ad ottenere la somiglianza con il personaggio, ma deve anche, nel limite del possibile, trasmetterne la personalità (mi si conceda), quasi l'aspetto interiore. Proprio per questo, personalmente, ho sempre rinunciato a dipingere uno dei tanti personaggi che le varie ditte produttrici mettono in commercio.