Da qualche tempo il sottoscritto e Giampiero Scartezzini abbiamo iniziato una collaborazione forse insolita Thumbnail imagema per noi molto stimolante. Insolita perché noi siamo due pittori (al limite ci spingiamo a fare piccole modifiche) e semplicemente ci dividiamo le figure da dipingere. Stimolante perché lavorare assieme comporta la discussione, il confronto, lo scambio di tecniche e di conoscienze anche storiche e non ultimo riusciamo a fare in tempi relativamente brevi piccoli diorami che da soli richiederebbero troppo tempo da arrivere a stufarsene.

La prima di queste scenette che mi ha permesso di scoprire lo straordinario entusiasmo, competenza e passione che Giampy ha per il medioevo vuole rievocare una grande battaglia avvenuta durante il conflitto interno in Inghilterra oggi conosciuto come Guerra delle Rose.

[..]

 

Il pezzo è della ditta EMI, serie Gladius dedicata ai romani, scultore Adriano Laruccia.
Il figurino, semplice nel vestiario e nell'armamento, deve la sua forza alla posa che lo raffigura nel beThumbnail imagel mezzo di uno scontro, al bellissimo viso ed al grande scudo che costituisce l'elemento di maggior impatto visivo sullo spettatore.
Dopo le solite puliture di rito ho subito assemblato le braccia, dopo avere predisposto un perno per il pesante scudo così da farlo restare sollevato da terra.
Il fodero della daga, lo scudo e la testa sono stati dipinti e poi incollati.
Veniamo alla pittura:
le parti in bronzo (elmo, gambale e cintura) sono state realizzate con una miscela di oro per tipografia e terra d'ombra ad olio, applicata sulle superfici preventivamente trattate con nero opaco.
Questo strato deve essere ben steso, come sempre quando si tratta di colori ad olio, passando magari più mani di colore.

L’idea di questa scenetta ha preso corpo lentamente leggendo il bellissimo libro Gli eroi di Campaldino (F. Canaccini, Ed. Scrasamax).Thumbnail image

Il testo ripercorre la vita e le gesta di alcuni protagonisti della vita politica e militare della seconda metà del 1200, tutti accomunati dal tragico epilogo del 1289, quando l’esercito guelfo, con a capo Firenze, e quello ghibellino, guidato da Arezzo, si affrontarono nella piana di Campaldino.

Il testo è corredato da una serie di foto di figurini e scenette realizzate da Mario Venturi che riproducono magistralmente ciascuno dei personaggi descritti nel libro.

Tra questi vi sono Bonconte da Montefeltro e Guglielmo dei pazzi di Valdarno (Guglielmo Pazzo), due tra i più temuti e valorosi capitani di parte ghibellina.

Bonconte e Guglielmo moriranno nella battaglia (la morte del Montefeltro è peraltro descritta da Dante nel V canto del purgatorio e lo stesso Dante partecipò allo scontro) comportandosi comunque con valore.

La battaglia di Campaldino del 1289 tra le forze ghibelline caThumbnail imagepitanate da Arezzo e quelle Guelfe guidate da Firenze è uno degli eventi riguardanti il periodo delle guerre comunali meglio conosciuti, studiati e riprodotti dal punto di vista modellistico.

Il bellissimo libro "Gli eroi di Campaldino" di F. Canaccini descrive in dettaglio la vita di una serie di personaggi più o meno famosi che presero parte alla battaglia e gli eventi che li condussero a quel giorno di giugno del 1289, glorioso per alcuni e tragico per altri. Per ciascun personaggio sono illustrate le bellissime interpretazioni e realizzazioni di Mario Venturi.

Tatanka Iyotanka - Sitting Bull - Toro Seduto

SittingBull8

Il figurino (scolpito da Laruccia per la EMI) è di straordinaria bellezza.

Il leader Sioux è ritratto nell'età matura, e la scultura riesce a trasmettere la grande forza ed il grande carattere propri di questo personaggio.

Tatanka Iyotanka, Toro Seduto, fu allo stesso tempo un grande guerriero ed una saggia guida spirituale per il suo popolo, i Sioux Hunkpapa Lacota.

Le sue vicende sono naturalmente legate alla lotta del popolo indiano con il governo e l'esercito americani. Nato intorno al 1831 divenne, nel 1868, capo della nazione Sioux.