Testi a cura di Ivo Fossati

Figurino scolpito da Adriano Laruccia

Foto dei reperti archeologici provenienti dai         
musei archeologici nazionali di Palestrina,
Roma Villa Giulia,Tuscania, Vulci.

Thumbnail image

Il guerriero

La scena raffigura un ufficiale etrusco-romano ferito al polpaccio destro che acquista un ex voto per ringraziare le divinità del tempio per l’avvenuta guarigione.
Vicino ai luoghi sacri si potevano infatti trovare bancarelle di vendita di ex voto, di statuette di divinità e di vasi per le offerte di cibo e bevande.
L’ufficiale rappresentato porta un elmo di tipo Negau (foto 3), molto diffuso in Etruria, con cresta trasversale, simbolo del suo grado. La corazza in cuoio è indossata sopra di lino: i colori prevalenti degli abiti erano bianco, rosso, porpora, ocra, nero marrone, verde e sabbia. I motivi decorativi degli abiti erano numerosi e si possono vedere nella figura 7.
Le gambe sono protette da schinieri di bronzo (nel figurino uno di questi, rovinato da un colpo di lancia è appeso dietro, mentre il polpaccio ferito è fasciato).

Schinieri e sandali del guerriero sono ben visibili nell’unguentario delle foto 1 e 2.

 

Thumbnail image Thumbnail image Thumbnail image

La spada portata al fianco sinistro è una Kopis greca..
Lo scudo di tipo oplitico, porta dipinto il simbolo della città di Tarquinia, che diede anche alcuni re a Roma.

Thumbnail image

Nella foto 5 vediamo anche il Gorgone, simbolo di Populonia; nella figura 6 troviamo nell’ordine i simboli di Vetulonia, Orvieto e Tarquinia. Naturalemnete lo scudo si può dipingere con simboli di altre città, Roma compresa.

Thumbnail image

L’ufficiale si appoggia, ancora dolorante, alla sua ascia a due mani (foto 4). Quest’arma è tipica di alcune formazioni di fanteria che operavano in stretto rapporto con la fanteria pesante oplitica, come ci testimoniano numerosi vasi (situle) e pitture. Il compito degli ascieri a due mani era quello di rompere o danneggiare il maggior numero di punte di lancia possibile delle formazioni oplitiche avversarie, prima che queste venissero a contatto con le proprie, onde ottenere un vantaggio durante l’impatto.
Un secondo importante compito era quello di sfruttare l’eventuale successo, infiltrandosi a colpi d’ascia tra i ranghi nemici.
Durante l’uso dell’ascia a due mani lo scudo era portato appeso a tracolla sulla schiena.
Il lavoro degli ascieri a due mani implicava una mobilità superiore a quella degli opliti, e quindi un equipaggiamento più leggero.

 Thumbnail image

Thumbnail image


La donna

Thumbnail imageLa donna rappresentata è una venditrice di ex voto che indossa un abito drappeggiato con manto per coprire la testa, simile all’Himation di origine greca, ben visibile nella figura 10.
Nella foto 9 troviamo donne etrusche che indossano in modo diverso lo stesso abito, variamente decorato.
Per quanto riguarda i motivi decorativi delle vesti ed i colori usati valgono le stesse note che abbiamo proposto  nel paragrafo del guerriero, ma ci aiutano anche la pittura della foto 8 e4 la statuetta della foto 11.
I capelli della donna sono raccolti dietro la testa, come era costume diffusissimo in questa epoca e come ci testimoniano con molta evidenza le stupende testine di bronzo della foto 13.
L’uso di gioielli era costante sia fra donne di ceto medio che elevato, come vediamo nelle foto 12 e 14.
La società etrusca, unica in ambito mediterraneo, poneva la donna in una posizione di quasi parità rispetto all’uomo, anche per quanto riguarda la possibilità di svolgere attività o stipulare contratti.
Anche nelle raffigurazioni pittoriche o scultoree la donna è presente con pari dignità ed importanza.

 

Thumbnail image Thumbnail image Thumbnail image

 

Da icon questo link potete scaricare un documento pdf con ulteriori informazioni di carattere storico e fotografie sugli ex voto.