Brevi cenni storico-iconografici

Il barone Lejeune è passato alla storia non tanto per dei fatti d’arme particolarmente eclatanti, ma per i famosi dipinti di battaglie napoleoniche da lui eseguiti durante il Primo Impero.
Essendo egli un osservatore privilegiato (Colonnello a.d.c. dello Stato Maggiore di Berthier) questi dipinti (La Moskowa, Somosierra, ecc…) sono particolarmente importanti poiché ritraggono in maniera dettagliata sia i partecipanti (marescialli, generali, ufficiali al seguito) sia le loro uniformi usate durante quel particolare fatto d’arme.
Lo stesso Lejeune si ritrae nei dipinti nella sua uniforme di a.d.c. disegnata da lui stesso.
Ed è nell’uniforme da campagna (pelisse di colore nero indossata e pantaloni lunghi rossi) che lo vediamo “dipingersi” alla battaglia della Moskowa nel 1812, uniforme riprodotta nel figurino realizzato dalla Masterclass.

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IL PERSONAGGIO:  LEJEUNE LOUIS FRANCOIS, barone

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Nato il 3 febbraio 1775 a Strasburgo, morto il 26 febbraio 1848 a Tolosa

“(…) è biondo. Dolce e ha un gran talento per la pittura.” (Contessa di Kielmannsegge)

Soldato poi caporale nella Compagnia delle Arti di Parigi nell’agosto 1792, sottoluogotenente nel settembre, egli presta servizio nelle Armate del Centro e poi del Nord.
Aiutante di campo del Generale Jacob nel 1794, aggiunto provvisorio del genio nel 1795, sottoluogotenente nel 3° battaglione degli zappatori nel 1797, poi aggiunto del Genio della prima classe.

“(…) è l’uomo meno militare che esista; ha fatto il suo cammino come aiutante di campo del principe Neuchatel; è buon pittore di battaglie.” (Castellane)

Aiutante di campo di Berthier nell’Armata di Riserva, capo di battaglione del genio nel dicembre 1805, presta servizio nell’assedio di Dantzig, in Spagna nel 1808 dove si distingue nell’assedio di Saragozza, nell’assalto al Convento di Sant’Agostino e poi in quello di Santa Engracia.
Colonnello del genio nel 1809, segue Berthier nell’armata diGermania, presta servizio a Essling e poi nel Tirolo contro Andreas Hafer e infine a Wagram. Passato in Spagna è fatto prigioniero a Illiescar, vicino a Toledo, e scampa, per miracolo la morte.
Inviato prigioniero a Cadix, in Portogallo, e poi in Inghilterra, rientra in Francia nel luglio 1811.

“Il capo di battaglione Lejeune, diventato generale, si occupava di pittura e si preparava a dipingere le nostre battaglie della penisola, con quell’arte e quella verità di cui egli aveva dato prova nel bivacco di Usterlitz. Disegnò i costumi degli abitanti della Ville-Castille, i basso rilievi della tomba del Cid, ed è a lui che è dovuta l’idea, poi realizzata dal generale Thiebaud di installare sulla Promenade di Burgos, quel monumento di una delle più belle glorie della Spagna che, senza i francesi, può darsi sarebbe rimasta per sempre relegata tra le rovine”. (Paulin)
Capo di Stato Maggiore del 1° Corpo sotto Davout, in Russia ha il viso gelato durante la ritirata.
Lasciò l’armata senza l’autorizzazione e fu arrestato ed imprigionato a l’Abbaye, poi liberato nel marzo 1813.
Impiegato nelle province Illyriennes, poi nella Grande Armata in qualità di Capo di Stato Maggiore del 12° Corpo sotto Oudinot.
Ferito a Wurschen, egli presta servizio a Dennewitz, dove viene di nuovo ferito a Hanau e ammesso alla ritirata nel novembre 1813.

“Ero ancora giovane; la mia energia non era affatto utilizzata; mi sentivo fortunato di poter dare libero sfogo alla passione che avevo sempre avuto nel riprodurre le cose che mi entusiasmavano.
La mia stessa emozione si animò alla vista dei begli effetti della natura.
Rientrato a Parigi, la pittura divenne la mia unica occupazione e il desiderio di distinguermi in questa strada così piena di interesse  divenne l’unico oggetto della mia ambizione.
Grazie ai miei lavori, raggiunsi la più dolce tranquillità, mentre gli avvenimenti del 1814 ci sorprendevano al cuore della Francia e ci misero in un nuovo ordine di fatti.”
(Lejeune)

Impiegato nel Corpo Reale di Stato Maggiore nel 1818, fu ammesso nuovamente alla ritirata nel 1824; Comandante la Haute Garonne nel 1831.
Divenne Direttore della Scuola delle Belle Arti della Scuola Industriale di Tolosa.
Aveva sposato il 2 settembre 1821 Marie Adele Amable Clary, sorella del Generale Marius Clary.
Ha eseguito numerosi ritratti e tavole storiche, ecco alcuni esempi della sua arte pittorica.

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Il figurino

Per prima cosa ho fatto attenzione che le varie parti fra loro combaciassero bene, poi, con delle gommine abrasive da dentista montate sul trapano, ho asportato le sbavature di stampo (poche per la verità).
Ho poi praticato dei fori tra le varie parti e inserito dei perni d’acciaio, incollati con della colla bicomponente, un perno più lungo è stato inserito nella gamba per fissare il soggetto alla base di metallo.
(Il figurino dispone già di un incastro nella base in metallo, ma se il vostro soldatino dovrà “girare il mondo” sarà meglio renderlo il più resistente possibile).
Il figurino così montato è ora pronto per essere dipinto.

La pittura

Dopo una leggera mano di stucco spray per vedere se c’erano delle eventuali imperfezioni da correggere, ho applicato due mani di colore Humbrol come base per la successiva pittura ad olio; rosso per i pantaloni e lo shako, nero per la pelisse e rosa per il viso.
Per il colore ad olio ho steso un leggero velo di colore di fondo che permette di impastare i chiari e gli scusi per le luci e le ombre.
Per la pelisse ho usato il nero d’avorio con una punta di terra d’ombra naturale schiarito poi con rosa carnicino e bianco di titanio per le parti in luce.
Per il rosso ho usato un impasto di rosso cadmio scuro, rosso cadmio chiaro lumeggiato con rosso cadmio chiarissimo, rosa carnicino, una punta di giallo  e del bianco di titanio; in fasi successive, ombreggiato con il terra d’ombra bruciato e il blue black.
Per il viso ho usato come colore di fondo il rosa carnicino.
Per le ombre, il bruno di garanza, il terra d’ombra naturale e dove era necessario una punta di nero.
Per le luci ho usato nuovamente il rosa carnicino schiarito con del bianco, una punta di rosso cadmio sulle gote e sulle labbra.
Tutti gli altri particolari delle uniformi,stivali, bandoliera, guanti, ecc… sono stati dipinti nel medesimo sistema (il blue black e il terra d’ombra mescolati insieme sono usati per dare un tono “ombroso” al figurino).
Gli ori in stoffa (galloni, frange, alamari ecc…) sono stati realizzati con una base di color oro da ritocco per cornici della Lukas misto a giallo di marte.
In seguito ho applicato a colore asciutto una velatura di blue black e terra d’ombra naturale per dare un effetto di chiaroscuro e poi ho lasciato asciugare.
Successivamente ho dipinto la trama del tessuto con una miscela dei colori citati a cui ho aggiunto del bianco di titanio aumentando le quantità di quest’ultimo nelle zone in luce.
Il tutto è poi stato filettato con il solito impasto terra d’ombra naturale e blue black.
Per gli ori in metallo (bottoni, fibbie, ecc…) ho usato dell’oro in polvere, poi chiaroscurato con i colori ad olio.
Finito di dipingere il figurino, l’ho incollato con una colla a due componenti sulla basetta dipinta, ho incollato la scimitarra (un vezzo da ufficiale) e la sabretache, anche  queste dipinte in precedenza (i cuoiami sono in lamierino in piombo).
Infine, ho dato una vernice trasparente semi lucida in colore della Lukas sulle parti in cuoio come la bandoliera , la giberna e il cinturone della sciabola.
Poiché il soggetto si trova alla battaglia di Borodino, o della Moskowa per i francesi, ho un poco sporcato i pantaloni e gli stivali del soldatino, piccole macchie di fango, tracce di polvere, ecc… che aiutano molto ad ambientare il pezzo.

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Il pezzo è stato dipinto per la Masterclass da CLAUDIO SIGNANINI

 

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Claudio Signanini nasce a Cuneo il 17/05/1965

Si diploma al Liceo Artistico di Cuneo e poi all’Accademia delle Belle Arti di Torino.
Inizia all’età di 18 anni a costruire e dipingere figurini e partecipa per la prima volta al concorso internazionale di Sevres nel 1988.
L’anno seguente vince il suo primo premio internazionale alla stessa mostra.
Con il Club “Cuneo 1744” organizza una delle più importanti mostre internazionali.
Da anni partecipa a mostre e concorsi e gira il mondo grazie ai suoi figurini.