Il pezzo fa parte di una ridotta serie di figurini prodotti dalla Masterclass e corredati da un dettagliato "libretto di istruzioni" con la descrizione passo passo del processo di preparazione e pittura. Teut XIIIsec1

In questo caso l'autore della pittura e delle spiegazioni relative è Mike Blank.

Interessante, oltre alla riproduzione del bianco, colore notoriamente caro al nostro, anche il metodo utilizzato per realizzare i metalli.

Il cavaliere può collocarsi in un periodo intorno alla fine del XIII-inizio del XIV secolo ed operando per lo più i cavalieri teutonici nelle regioni nord-orientali d'Europa, un' ambientazione "invernale" è sempre azzeccata oltre che, a mio avviso, suggestiva e in tono con la veste di questi monaci guerrieri.

Il pezzo non presenta particolari difetti né difficoltà di assemblaggio.

Unico neo il corno, con un difetto di fusione tale (le due metà erano molto sfalsate) che è stato più facile ricrearne un altro con Milliput piuttosto che limare quello originale.

Teut XIIIsecA proposito del corno, è stato utilizzato al posto della bandiera proposta nella box-art, immaginando il nostro cavaliere nel momento drammatico di uno scontro intento a richiamare alla ritirata od alla carica i suoi compagni.

Al posto del corno è stata posta alla cintola una piccola borsa di pelle che era usata per contenere oggetti per la preghiera. Anche la borsa è stata realizzata con Milliput.

Passiamo ora alla fase di dipintura.

E' stata stesa prima una mano di primer (bianco Tamiya spray) su tutto il pezzo e poi sono state realizzate le parti in metallo per le quali ho seguito i consigli dell'autore.

Si prepara una miscela di nero lucido Humbrol + terra d'ombra ad olio + argento per tipografia.

Dopo avere trattato le parti in metallo (esclusa la cotta di maglia) si lascia seccare fino al giorno dopo e poi si procede con ombre e luci aggiungendo rispettivamente nero e argento alla miscela di base che avremo opportunamente conservato.

A lavoro ultimato si possono evidenziare bordi e dettagli con del nero.

La cotta di maglia è stata trattata prima con nero opaco e poi con miscela di argento, terra d'ombra e nero d'avorio con la tecnica del dry-brush.

Operazione ripetuta successivamente sulle parti più in luce.

Un lavaggio del tutto con mix di nero lucido + nero opaco diluiti ha completato l'opera.

Per il volto, dopo avere realizzato l'incarnato con le tecniche oramai note si è accentuato con rosso la zona delle narici e delle gote (immaginate di muovervi in un clima rigido e con tutta l'armatura in dosso) e si è scelto per il nostro amico un aspetto decisamente nordico (occhi blu e barba bionda).

Un sorriso non proprio Hollywoodiano completa l'opera.

Altra parte caratterizzante il figurino è il bianco della veste che, come tutti oramai dovremmo sapere, non è mai veramente bianco.Teut XIIIsec2

In questo caso la tunica è stata realizzata (usando colori acrilici Vallejo) con toni giallastri per simulare un pesante tessuto di lana grezza e portando il tutto ad una luminosità decisa visto l'ambiente in cui è collocato il nostro personaggio.

Si parte da una base grigio-giallastra (ottenuta con deck tan + pale sand + una punta di marrone) alla quale è stato progressivamente aggiunto del bianco pergamino per le luci ed uniforme inglese per le ombre.

Per lo scudo si è usato un bianco "freddo" realizzato con pale grey blue, scurito poi con dark sea grey e schiarito con silver grey.

Sono stati disegnati poi dei tagli per simulare l'usura.

Per la neve è stato preparato un impasto di bicarbonato e vinavil steso con una spatola sulla basetta e con il quale ho poi sporcato un po' i piedi del cavaliere.

E' stato molto interessante sperimentare il pigmento per tipografia.

In genere ho sempre lucidato le parti in metallo ma devo dire che con questa tecnica si ha un maggior controllo nella realizzazione di luci ed ombre.

Marco Berettoni

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