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MA DI CHE COLORE ERA LA TUNICA DEL LEGIONARIO ROMANO?

Chiunque sia appassionato di modellismo, e senza dubbi, il modellista “medio” di figurini, non può non essere affascinato dalla storia. E uso il termine “affascinato” in luogo di “appassionato”, in quanto dedicarsi ad una passione implica vero coinvolgimento, dedizione, ricerca, studio, cosa che non sempre accade, se penso a me stesso, a volte semplicemente perché è praticamente impossibile riuscire a seguire ogni evento della vita che desta il nostro interesse.

Thumbnail imagePremesso che quanto segue è frutto semplicemente di mie elucubrazioni senza alcuna presunzione, buttate giù in libertà, come a fare due chiacchiere tra amici, tramite tali riflessioni si è reso evidente come il dedicarmi ad un soldatino mi abbia fornito l'occasione di colmare, di volta in volta per epoche diverse, quei vuoti nella conoscenza dei fatti storici, che spesso mi rammaricavo di non riuscire a studiare come mi sarebbe piaciuto.

Almeno per quel che mi riguarda, dopo l'essere rimasto colpito da un figurino ed aver deciso di acquistarlo, appunto solo dopo, inizia la fase della ricerca storica.... infatti prima di iniziare a pianificare le modifiche, se necessarie, l'ambientazione ed infine la colorazione, ci si confronta con quanto suggerito nella confezione, generalmente andando ad allargare fino alla saturazione la quantità di  informazioni a nostra disposizione, per decidere quale sarà il destino del soldatino che abbiamo per le mani.

Questo processo che di per se non è mai troppo semplice da portare a termine; ma in particolare una delle questioni in cui mi sono imbattuto, che di fatto ad oggi non hanno ricevuto una risposta, non dico definitiva, me nemmeno approssimativa, è quella della scelta del colore delle tuniche dei legionari romani.

Non essendo uno storico di professione e non avendo quindi esperienza di come si proceda nell'elaborare le informazioni che ci pervengono dal passato, approcciando per la prima volta in modo decente la storia della Roma antica, ho avuto modo di rendermi conto che molto di quel che diamo per scontato, scontato non lo sia affatto.... ad esempio, a tutt'oggi resto sbigottito, come quando leggo che nel descrivere la ricostruzione di un elmo romano, si siano accostate tra loro parti ritrovate anche a migliaia di chilometri l'una dall'altra...

Allo stesso modo, approfondendo la questione della colorazione delle tuniche, è abbastanza semplice rendersi conto che non sappiamo praticamente nulla...... gli esempi sono spesso frutto di elaborazione, magari logiche, anche accettabili, ma che nulla hanno della certezza scientifica.

Certo, esistono un cero numero di evidenze, interpretazioni di scritti, affreschi, ritrovamenti avvenuti in lungo ed in largo per quel che fu l'Impero di allora, ma trovo quasi deprimente rendersi conto che ad esempio nel libro che la Osprey ha dedicato all'argomento (Man at Arms 374 “Roman military clothing”), ci si basa su poco più di una ventina di tali evidenze, che avrebbero la presunzione di coprire circa 700 anni di storia...

Ed è evidente che, in una simile carenza di dati, anche se oggi si avesse modo di trovare un dipinto, una  lapide, un reperto che ci descriva in modo accurato l'intero equipaggiamento di un soldato romano, come potremmo mai generalizzare, stabilendo che “quello” era uno standard seguito ovunque nelle legioni? E semmai questo fosse accettabile, per quanto “quello” standard ebbe seguito nel tempo?

E sempre volendo fare riferimento a quegli Osprey ai quali tutti noi modellisti siamo riconoscenti, in virtù della serietà con la quale studiano e ci permettono di studiare la storia, proprio sulla questione delle tuniche romane, di fatto confermano tutte le mie perplessità... infatti se si sfogliano le tavole illustrate del volume “L'esercito romano, da Cesare a Traiano” (Men at Arms 46), non si può non notare come l'autore abbia dipinto le tuniche praticamente di ogni colore possibile, verdi, rosse, blu, azzurre, bianche, porpora, ma addirittura arancio o gialle, colori che per i romani erano considerati del tutto inappropriati per usi militari, in quanto associati ai colori delle vesti delle spose. E questo, a mio avviso, non vuol significare altro che non si è in grado di stabilire nulla con certezza.

Per altri versi è desolante riflettere su come il patrimonio di informazioni sia stato dilapidato dalle generazioni passate (...San Pietro è stato costruito con i marmi tolti dal Colosseo......) impedendoci di sapere di più, o come la miriade di sculture, come la colonna di Traiano, che rappresenta un vero e proprio romanzo scolpito, siano rimaste in “bianco e nero”, per effetto degli agenti atmosferici che nei secoli hanno cancellato ogni traccia di colore. Si, magari sarebbe bastato un clima diverso, più secco o meno piovoso a preservare quei dettagli; chiunque può raffrontarlo con le vestigia egiziane, sulle quali i colori originari sono molto spesso perfettamente visibili, nonostante siano decisamente più antiche.

Thumbnail imageNell'avvicinarmi ai miei primi figurini romani da realizzare, tutto ciò sopra descritto ha reso di fatto impossibile stabilire un criterio che abbia maggiore credibilità storica, rispetto alle alternative; la teoria DEL TUTTO LOGICA, che vuole che i Centurioni avessero tuniche rosse, tali da renderli facilmente distinguibili nella concitazione della battaglia, rispetto alla massa dei legionari, che molto probabilmente indossavano tuniche non tinte, quindi in colori chiari, neutri, inevitabilmente si scontra con una visione diametralmente opposta: la potenza di un esercito organizzato come quello romano, associato all'orgoglio per l'appartenenza ad una “classe” privilegiata come quella dei legionari cittadini, si può così facilmente escludere che sotto armi ed armature costosissime, non ci si potesse permettere di avere tuniche colorate? E quindi perché non sarebbero potute essere colorate proprio di quel rosso che tanti significati positivi aveva per i nostri avi? E se la truppa era color rosso, a quel punto il Centurione per distinguersi, avrebbe sicuramente indossato una tunica bianca, del resto come i suoi superiori, i Tribuni, generalmente associati appunto ad un colore bianco delle vesti.

E perché mai, quei corpi d'elite, i fedeli dell'imperatore, i Pretoriani, avrebbero dovuto rimanere anonimi, anziché sfoggiare vesti che rendessero merito delle loro qualità di guerrieri tra i guerrieri?

Thumbnail imageA questo punto, mi sono imposto di non crucciarmi più oltre... ed in attesa che un giorno la questione possa essere veramente risolta, semplicemente, scelgo di dipingere un legionario affidandomi totalmente all'istinto... spesso aderendo alle scelte fatte dalla casa produttrice, quindi riprendendo le foto riprodotte sulle confezioni. Unica vera concessione, mi sono dato una regola quando ho a che fare con i Pretoriani di cui sopra; si sa che il colore più pregiato, perché il più costoso da ottenere, era il viola e le sua sfumature, come il porpora o il blu scuro... ed allora perché non riservare ai Pretoriani tali colorazioni delle tuniche o dei mantelli?

Sperando di non avervi tediato con una disamina che di fatto lascia il tempo che trova, che sono certo, troverà molti di noi concordi, ma altrettanti in disaccordo con la mia visione della questione, e con i quali sarebbe bello potersi confrontare, nel frattempo auguro a tutti un sincero buon lavoro!

Stefano Iovinelli