SAN MARTINO



LA CAPPELLA OSSARIO:
Vi sono custoditi i resti di molte centinaia di combattenti dell'Armata Sarda e dell'Esercito Austriaco.

LA TORRE MONUMENTALE:
E' dedicata A Vittorio Emanuele II, è alta oltre 65 metri e si raggiunge la terrazza panoramica mediante una rampa di oltre 400 metri.

 

 

IL MUSEO:
Raccoglie numerosi cimeli, armi e ricordi degli opposti eserciti.

SOLFERINO

LA CAPPELLA OSSARIO:
Già esistente e danneggiata durante la battaglia, è stata restaurata ed adibita alla custodia di oltre 7000 caduti nella battaglia.

IL MUSEO:
Raccoglie numerosi cimeli, armi e ricordi degli eserciti francese ed austriaco.

LA ROCCA:
Detta la "Spia d'Italia", fu costruita nel 1022; ora, restaurata, conserva armi e cimeli raccolti sul campo di battaglia.
Dalla terrazza si gode di un ampio ed interessante panorama.

IL MEMORIALE DELLA CROCE ROSSA:
Eretto nell'anno centenario della battaglia, ricorda il suo fondatore, Henri Dunant, ed in esso i Comitati Nazionali della Croce Rossa, hanno ricordato sul marmo i nomi dei loro paesi.

 

LA BATTAGLIA
La Battaglia di San Martino del 24 giugno 1859 non era prevista per quel giorno dagli opposti eserciti, quello franco-sardo, al comando di Napoleone III, e quello austriaco, agli ordini di Francesco Giuseppe.
Tali eserciti comprendevano rispettivamente 150.000 uomini e 360 cannoni; 135.00 uomini e 400 cannoni.
La battaglia fu combattuta in due settori, quello nord attorno a San Martino, ove dopo alterne vicende le 4 divisioni sarde, agli ordini di Vittorio Emanuele II, respinsero il corpo d'armata austriaco comandato da Benedek.
A sud, invece, la battaglia si concluse attorno alla rocca di Solferino, quando Napoleone III vi gettò le 4 divisioni della sua Guardia fra i Corpi d'Armata comandati da Baraguay D'Hilliers e da Mac Mahon.
Fra tali due settori, notevole importanza ebbe quello di Madonna della Scoperta, ove un vittorioso intervento sardo aiutò sia le unità combattenti a San Martino che quelle in lotta a Solferino.
Le gravi perdite subite dai tre eserciti e la scarsa efficienza dei servizi sanitari ispirarono al cittadino svizzero Henri Dunant, casualmente presente, quelle provvidenze che portarono alla fondazione della Croce Rossa.