Il catalogo della mostra del 2002 fatta al Colosseo e intitolata:

"SANGUE ED ARENA"

Omaggio al Colosseo

Volevo raccontarVi di quella volta che che andai a visitare la mostra sui Gladiatori organizzata dalla Soprintendenza archeologica di Roma insieme alle Soprintendenze archeologiche di Napoli e Caserta, la mostra era il terzo e il più atteso appuntamento del programma «Omaggio al Colosseo».

La sede espositiva è stata il Colosseo stesso, e più precisamente gli ambulacri del secondo ordine, in corrispondenza del primo livello di gradinate.
Il monumento più visitato d’Italia ha raccontato se stesso, rievocando la propria storia e le avventure di coloro che combatterono nei più famosi spettacoli offerti al popolo dell’antica Roma: i gladiatori.

Il Colosseo in notturnaDa millenni il mondo occidentale conosce l’importanza sociale e il fascino trascinante degli spettacoli circensi, l’intensità delle passioni che vibrano nelle arene, il legame che avvince il pubblico e i protagonisti, la magia di una pericolosa identificazione che rischia di tracimare, di diventare violenza.

Tanto per andare sul sicuro possiamo ricordare come quasi ogni domenica le cronache «sportive» riportano notizie di risse fra opposte tifoserie, talvolta anche con gravi risvolti penali: ma già nel '59 d. C. un fatto del tutto analogo è avvenuto fuori dall’anfiteatro di Pompei, il furioso pestaggio (con sassaiola, coltellate e vandalismi nella zona circostante l’arena) ai danni dei tifosi di Nocera e l’inibizione dagli stadi per ben dieci anni inflitta ai responsabili.



L’episodio è descritto con dovizia di particolari da Tacito, ma ne resta anche la vivida testimonianza in un affresco pompeiano, oggi visibile all’interno dell’appassionante esposizione allestita nel più sensazionale anfiteatro del mondo, uno dei simboli universali delle civiltà antiche: il Colosseo.

Il manifesto di BurriIl percorso ha offerto suggestioni senza confronti: affacciato da un lato sull’ampio panorama della vasta area archeologica nel cuore di Roma, dall’altro sull’inconfondibile ellisse interna.

In uno spazio fortemente caratterizzato, nella meravigliosa ambivalenza di una galleria protetta ma al tempo stesso aperta verso l’esterno, il visitatore si trova proiettato nel vivo di un’avventura sospesa fra l’archeologia classica e la bruciante attualità delle passioni moderne.


La mostra

La mostra si risale a qualche anno fa, ma ve ne parlo perché dopo tanto tempo sono riuscito ad a procurarmi il catalogo, che in quei giorni scioccamente non avevo acquistato.

 

All’inizio del percorso vi era la presentazione, attraverso plastici, ricostruzioni e dipinti antichi, della situazione e della topografia della zona in seguito occupata dal Colosseo, prima della costruzione dell’anfiteatro: una valle fra i colli di Roma (Palatino, Celio, Oppio, Esquilino, Velia) occupata da abitazioni private, profondamente modificata dal devastante incendio del 64 d. C., ai tempi di Nerone.

I danni furono tali da imporre la demolizione sia delle case popolari che delle residenze più lussuose. L’area, sgomberata anche con metodi brutali, divenne il fulcro spettacolare della Domus Aurea, il palazzo imperiale di Nerone: un vasto parco circondato da portici e, al centro, un ampio specchio d’acqua artificiale, quasi a rievocare lo scenario di una lussuosa villa affacciata sul golfo di Napoli. Il tutto, dominato da una gigantesca statua di Nerone, quel «colosso» che avrebbe in seguito dato il soprannome al monumento.

Monete, rilievi, ritratti, epigrafi e altri materiali illustrano poi la costruzione dell’anfiteatro, avviata dall’imperatore Vespasiano e legata al nome dei Flavi: la zona che Nerone aveva inglobato nel suo palazzo privato veniva «restituita» al popolo, investendo nell’immenso cantiere anche i proventi della guerra giudaica e della conquista di Gerusalemme. Nell’80 d.C., Tito riuscì a inaugurare l’enorme complesso, capace di ospitare circa 75.000 visitatori. I festeggiamenti, gli spettacoli, i ludi gladiatorii legati all’evento durarono ben 100 giorni.

La seconda sezione della mostra era dedicata agli anfiteatri della Campania (Capua - l’odierna Santa Maria Capua Vetere - e Pompei), da cui provengono dipinti e sculture. Al loro fianco la documentazione del Colosseo costituita da un’ampia rassegna di iscrizioni, lastre graffite, frammenti architettonici, capitelli, timpani, bassorilievi, transenne, balaustre scolpite: resti di quel ricchissimo apparato ornamentale che un tempo decorava il monumento.

Mappa antica del ColosseoLa terza sezione era dedicata agli spettacoli veri e propri che si svolgevano nel Colosseo e negli altri anfiteatri romani. Accorgimenti espositivi, e la presentazione degli strumenti originali (organo, tromba e corno), rievocheranno l'atmosfera dei giochi (chi ha assistito a una corrida sa quale brivido comunichino le note degli ottoni all’ingresso del toro) e l’ascesa sull’arena dei gladiatori.

La mostra trovava il suo apice in una ricca serie di rilievi figurati, di diversa provenienza, che illustrano combattimenti, trionfi, e scene di caccia o di lotta con animali feroci. I gladiatori appartenevano a diverse categorie, ognuna ben identificabile dall’armamento e dal costume indossato.

Il gruppo di oggetti più spettacolare ed evocativo era costituito dalle sontuose armi da parata scavate nell’Ottocento nella Caserma dei gladiatori di Pompei (oggi al Museo Archeologico di Napoli – imperdibile visita per degli appassionati) e presentate per la prima volta al pubblico: elmi, scudi, schinieri in bronzo, finemente decorati e incisi con scene di soggetto mitologico.

Chiudeva la mostra la suggestiva sezione che vedeva ricostruiti i modelli delle macchine sceniche, insieme alle immagini dei preziosi dittici tardoantichi. Per l’ultima volta si sono fatti risalire sull’arena gladiatori e belve, mentre gli spettatori inneggiavano dagli spalti.
E sulla sabbia scorreva l’ultimo rivolo del sangue esausto di un mondo che si stava spegnendo.
Ne era consapevole, ormai nel IV secolo, anche sant’Agostino, che descrive nelle “Confessioni” l’insana passione sollevata nell’animo umano dai cruenti spettacoli dell’anfiteatro, che solo la forza della fede cristiana riuscirà a domare e a sconfiggere.

 

Il catalogo

Il catalogo è in formato quadrato grande  con copertina nera raffigurante un bellissimo altorilievo di due gladiatori pronti a combattere.
E’ edito dalla casa editrice ELECTA 410 pagine ricchissime di immagini a colori e tavole architettoniche ed iconografia del tempo.
Porta il titolo della mostra: “Sangue e arena” e riporta indicato un prezzo di € 46,48 – ISBN 88-435-7981-9
Ha ben 23 fantastici articoli realizzati da diversi studiosi e si completa con una ricca bibliografia.
Una vera chicca per gli amanti del genere.

IMPERDIBILE !!!

 

Questi penso possano essere riferimenti utili a procurarsi questo fantastico volume:

Ufficio stampa Ministero per i Beni e le Attività Culturali:
Tiziana Benini
tel: 06/6723763
fax: 06/69941813
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Electa:
Valeria Regazzoni
tel: 02/21563.207-.433
fax: 02/21563.314
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Esseci:
Sergio Campagnolo
tel: 049/663499
fax: 049/655098
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Soprintendenza archeologica di Roma
Roma, Piazza S. Maria Nova, 53
Tel: 06/6990110
Fax: 06/6787689
www.archeorm.arti.beniculturali.it

Soprintendenza archeologica di Napoli
Napoli, Piazza Museo, 19
Tel: 081/440166
Fax: 081/440013
www.archeona.arti.beniculturali.it

 

Elmo in bronzo della caserma dei gladiatori di Pompei

Elmo in bronzo della caserma dei gladiatori di Pompei

 

Elmo in bronzo della caserma dei gladiatori di Pompei

Elmo in bronzo della caserma dei gladiatori di Pompei

 

Affresco Pompeiano con rissa tra pompeiani e nucerini

Affresco Pompeiano con rissa tra pompeiani e nocerini

 

Statuetta fittile di gladiatore

Statuetta fittile di gladiatore

 

Statua di Afrodite

Statua di Afrodite