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Il Leichte Panzerkampfwagen I, più conosciuto come Panzer I o Pz I, o ancora Pz Kpfw. I, fu il primo carro armato prodotto in gran numero di esemplari dall'industria bellica tedesca.

La sua sperimentazione aveva avuto inizio nella clandestinità del centro sperimentale di Kazan, in terrtitorio sovietico, ma dopo la denuncia del trattato di Versailles avvenuta nel 1935, fece la sua comparsa in pubblico in numerose sfilate e manifestazioni di propaganda.

L'Impiego

Il carro mod. 1° equipaggiò dalla data della loro costituzione (15 ottobre 1935) e per qualche anno le brigate corazzate delle tre prime Panzerdivisionen.
Ognuna di esse disponeva infatti di una brigata corazzata su due reggimenti, ciascuno composto di due battaglioni su tre compagnie appunto dotate di carri leggeri.

 

Fu con questi veicoli che vennero elaborate le dottrine che dovevano condurre agli sfolgoranti successi in Polonia e Francia e furono poi istruite le generazioni carristi che dovevano partecipare agli eventi bellici di tutto il secondo conflitto mondiale.

 

Ebbe il battesimo del fuoco durante la guerra civile spagnola dove fu presente un buon numero nelle file della Legione Condor, che comprendeva i contingenti aerei e terrestri inviati dalla Germania in sostegno dei nazionalisti spagnoli.

 

Un particolare soprannome venne loro attribuito dai rivoluzionari spagnoli, i "Negrillos" per via del loro colore grigio scuro.
Durante la prima fase della seconda Guerra Mondiale partecipò alle campagne di Polonia, Francia, dei Balcani, nei primi mesi della campagna di Russia ed in Africa passando poi a ruoli di secondaria importanza sugli altri fronti.
Al 1° settembre 1939 erano in servizio 1445 Pz IA e B. 
Nel amggio 1940 si erano ridotti a 1077, cui andavano aggiunti anche 200 carri-comando, 100 cacciacarri, 51 portamunizioni e 38 semoventi da 15 cm, per un totale di 1466 mezzi.

La tecnica

Il carro aveva il motore posteriore e la trazione anteriore. La camera di pilotaggio e combattimento, al centro del veicolo, era sovrastata sulla destra da una piccola torretta sagomata a ferro di cavallo, con parte frontale piana.
I lati e la parte posteriore erano in un sol pezzo, mentre sulla parte frontale erano installate due mitragliatrici in uno scudo girevole.
L'accesso avveniva dal lato sinistro della casamatta, attraverso un portello a due battenti.

La sovrastruttura era ottogonale; il portello di visuale del pilota era situato sul lato sinistro della parte frontale; portelli per l'osservazione e per il tiro con le armi portatili erano ricavati su tre angoli della camera di combattimento.
Su entrambi i parafanghi si trovavano, posteriormente, i silenziatori protetti da uno schermo bucherellato.

 

L'illuminazione era assicurata da un grosso foro centrale. 
Il caricamento esterno comprendeva un martinetto, una manovella, un estintore, un badile, un'ascia, un palanchino lungo e uno corto, un tronchesino ed un blocco per sostenere il martinetto.
Vi era pure un cavo di traino e il dispositivo per la marcia a luce oscurata.
La sospensione consisteva in tre ruote gommate portanti per ciascun lato oscillanti su molle a balestra..
Tre rullini reggicingolo sostenevano una catena monomaglia a guide laterali.
Le ruote di rinvio posteriori portanti erano accoppiate in modo da articolarsi su un fuso a snodo. Il rullo anteriore era montato indipendentemente, su una molla a spirale con ammortizzatore.
I rulli articolati erano uniti da un longherone di acciaio.
Il motore Krupp raffreddato ad aria, a 4 cilindri contrapposti, del tipo M 305, della cilindrata di 3460 cmc., poteva sviluppare 57 HP a 2500 giri ed  era collegato attraverso un albero alla frizione e a un cambio a 5 velocità più retromarcia.
Attraverso una scatola a ingranaggi conici, il moto raggiungeva il meccanismo di sterzo (del tipo frizione e freno) su entrambi i lati.
Le due leve di sterzo erano munite di due impugnature, una per la sterzatura e l'altra per il freno di parcheggio.

 

 

Dal meccanismo di sterzo, il moto passava, attraverso due giunti universali elastici, al gruppo di riduzione finale montato all'interno dello scafo e, tramite questo, alle due ruote motrici anteriori.
Sotto una rastrelliera posteriore erano disposti 5 candelotti fumogeni sganciabili dall'interno del carro.
La costruzione dello scafo era in lamiera saldata; le piastre erano, ove possibile, inclinate o curve.

 

 

 

Spunti e immagini tratti da "Storia dei mezzi corazzati" Vol. 2 Fabbri Ed.