Di A. Pavone, liberamente tratto da un articolo pubblicato sulla rivista Storia Modellismo nr 2/III  del Febbraio 1979

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La Fiat 600 multipla presentata nel 1956 era la versione “familiare” della 600 berlina, presentata l’anno precedente, e praticamente  sostituiva nella gamma Fiat la 500 C Belvedere.

Il suo motore era identico a quello della berlina, di 633 cc e 22Cv; la sua velocità era di poco superiore ai 90 Km/h, la velocità alla quale i più esperti riuscivano ancora a …. Far andare dritta la vettura, senza sbandare: infatti la sua tenuta di strada non era delle migliori ed il posto di guida avanzato, tipo camioncino, non favoriva certo il pilota poco esperto.

La vettura non incontrò lo stesso favore della “Belvedere” presso il pubblico, soprattutto perché veniva giudicata esteticamente brutta e poi, agli italiani non è mai piaciuto viaggiare “in pulmino”; eppure la vettura era molto ben studiata dal punto di vista utilitaristico, potendo trasportare economicamente 6 passeggeri oppure 350 Kg oltre l’autista; i sei passeggeri erano disposti su tre file di sedili . Per rimediare alla sua brutta “livrea” molti carrozzieri presentarono le loro elaborazioni sul telaio della Multipla; ricordiamo per esempio quella di Pininfarina con la ruota di scorta alloggiata nel frontale al di sopra del paraurti con la carenatura che ricordava la parte posteriore di alcune autovetture americane dell’epoca come la Lincoln Continental.

Ove invece la Multipla ebbe grande successo fu nel mondo dei tassisti , avendo immesso la Fiat stessa sul mercato una versione taxì appositamente allestita, che univa l’economicità di gestione e dei consumi alle grandi possibilità di trasporto della vettura.

In breve tempo la 600 Multipla Taxì entrò a far parte del paesaggio delle stazioni e delle piazze delle nostre città mostrate dalle cartoline postali, e sostituì via via le vecchie 1100 BL ed EL Taxi.

Di questa versione taxi riportiamo alcuni cenni utili al modellista;

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Bene, innanzitutto il colore: fino agli anni ’70 il colore tipico dei taxi italiani era il verde-nero, prima che si affermasse il giallo e poi il bianco dei giorni nostri.

Il verde era riservato al corpo vettura ed il nero al tettuccio; ma le combinazioni erano spesso più varie con il nero esteso fino al cofano ed ai parafango.

I due colori erano poi quasi sempre separati da una sottile linea gialla .

La multipla aveva copro verde e tetto nero; la striscia gialla correva esattamente lungo la modanatura che separa i due colori e sarà quindi facile riprodurla sul vostro modello.

I cerchioni erano sempre in nero.

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La scritta taxi sul tettuccio andrà verniciata in giallo o bianco su fondo nero. E’ da tener presente che questa scritta era sempre rinchiusa in una cornice formata da un rettangolo dai bordi sottili dello stesso colore della scritta; questo particolare è rimasto invariato ancora per molto tempo, quasi fino ai nostri giorni.

La targa di autorizzazione comunale, cioè la licenza del tassista, da apporre vicino alla targa della vettura; essa era di forma rettangolare (ci riferiamo alle città più grandi, per le altre era molto varia), di colore bianco con numeri in nero e lo stemma del comune.

All’interno la 600 Multipla aveva una panchina anteriore; il taxi invece aveva solo il posto dell’autista, a fianco vi era il posto dedicato all’eventuale bagaglio; posteriormente vi erano due strapuntini ribaltabili ed una panchina a tre posti; questa parte riservata ai passeggeri era divisa dal posto di guida mediante un vetro scorrevole.

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Questo è il modello che riproduce fedelmente quanto riportato nell’articolo