Modello and Testo   by Thomas Wielecki

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Introduzione

L'ossessione…
Invecchiamento, invecchiamento e ancora invecchiamento!!
L’effetto cercato è realizzato per lo più basandosi sulle fotografie di guerra dei velivoli giapponesi, i mezzi aerei con il maggior grado di usura sulla vernice che io abbia mai visto. In questi aerei dopo relativamente poco tempo l’usura ha iniziato ad affiorare.
La vernice è sembrata sfogliarsi ad interi strati, come se un apprendista stregone avesse spalmato del grasso dappertutto sulla struttura del velivolo la notte prima della pittura fatta in fabbrica.

Più osservate il velivolo più noterete l’effetto “sverniciatura”!
Nel mio caso si è trasformato in un'ossessione. La mia fidanzata a volte vorrebbe svegliarmi mentre mi ipnotizzo a fissare un'immagine di invecchiamento di un aereo perdendo realmente un sacco di tempo.
Ad ogni modo, la questione qui è che la vernice mancante ha reso il soggetto molto particolare; l’effetto è stato a lungo cercato e duramente studiato.

Come se si dovesse procedere a riprodurre una “dispersione casuale” di foglie di acero cadute dalle grondaie durante l’autunno.
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Essendo incredibilmente affascinato da questo “fenomeno” dalla sverniciatura da invecchiamento, ho avuto bisogno di un soggetto di riferimento da poter riprodurre. Uno zero era troppo comune, in realtà volevo un Betty, ma non sono stato capace di trovarne uno “giusto”.
Di colpo un piccolo Oscar che si posava nella parte inferiore dello scaffale sotto ad un mucchio di scatole Hasegawa nel mio negozio di modellismo di fiducia ha detto con un flebile bisbiglio:“prendimi”.
Era perfetto: linee eleganti semplici, oggetto insolito e combinazioni colori normali.

 

 

Pittura e invecchiamento

E’ solo dopo aver completato cabina di guida e la struttura del velivolo, smerigliato, lucidato e preparato ogni cosa per la pittura che ho cominciato a esercitarmi nell'arte di “scheggiare con punte di plastica”.
La carta della abrasiva di vari gradi ha graffiato la “carrozzeria”; Modellisticamente parlando sembrerebbe un errore.
Matite argentate e pennelli fini hanno creato macchie e geometrie casuali non angolari.
A mo di foglie di quercia più che di acero che citerò più avanti.

Con un cutter leggero procedo ad un delicato sollevamento di punte molto piccole di vernice secca di recente applicazione ed il trucco è fatto.
E’ un lavoro noioso ma solo in questo modo ho potuto avere un controllo totale su quanta vernice ho voluto scheggiare e asportare qui e là.
Per permettere questo processo lo strato inferiore di vernice, la pellicola metallica dei velivoli necessitava fosse più aggrappante e meno “scheggiabile„ del colore verde applicato sopra.
Se non volete vedere la plastica grigia dell’Hasegawa dovete creare una base color metallo; altrimenti l’effetto non sarebbe molto realistico, è?
Ancora, quindi sono rimasto li a spremermi le meningi e a leggere ogni tipo di altra esperienza e testimonianza di altri modellisti, solo così ho avuto alcune “dritte” che mi hanno dato modo di sperimentare delle soluzioni.
Ho spruzzato con l’aerografo dell'argento puro-metallo della Tamiya (AS-12)  quindi una vernice molto aggressiva che “morde„ la plastica appena applicata.
Sempre comunque nella teoria. A me la superficie è risultata un a “buccia d'arancia fine”, ma non preoccupatevi, la prossima volta l’effetto risulterà migliore.

Thumbnail imageIl particolare Oscar che ho scelto di realizzare era un velivolo dell’esercito imperiale giapponese. Per la verniciatura superficiale ho usato gli acrilici della Gunze Sanyo. Il numero di codice di IJA H-60 è stato miscelato con alcune gocce di IJN H-59 (una versione giapponese del blu marino) al fine di scurirlo,  ma proprio un pochino non troppo.
Si è creato così lo strato superficiale molto sottile.
Lo sollecito docilmente. Si tratta soltanto di una base che si comporta un po' come una pre-ombreggiatura. L’ho applicata in una versione traslucida sulla parte superiore; sulla parte superiore delle ali e dello stabilizzatore e lungo la superficie superiore della fusoliera. Applicando un po più di colore e rendendo così lo strato un po più spesso dove il sole non colpisce così ferocemente; lati, aletta e timone della fusoliera dello IE.
Viene poi il turno della base finale il colore H-60 dell'esercito alleggerito un po come tono aggiungendo alcune gocce di bianco. Una base sottile irregolare si è quindi sovrapposta alla base più scura.
La differenza dei colori è leggera ma sufficiente per rompere la planarità di un verde troppo piatto. Subito dopo aver applicato i verdi ho lavorato sull’Oscar con un lamierino tagliente ed ho scheggiato via parte della vernice superficiale.
La vernice è ancora molle e si stacca facilmente senza disturbare il color metallo nudo. Ormai ero così coinvolto da questo processo che l’ho dovuto abbandonare per alcuni giorni.
Per le ali ho usato una miscela di blu medio e verde traslucido con diluente acrilico.
Con questo colore molto diluito ho realizzato una sorta di lavatura che ha sommerso i piccoli angoli e le cavità dando automaticamente un effetto di invecchiamento e di “rilievo” .

Thumbnail imageHinomarus, il bullone di lampo rosso dai lati della fusoliera, la fascia della fusoliera ed il pannello anabbagliante nero sono stati mascherati a parte e sovraspruzzati. Le uniche decalcomanie sono quelle con i caratteri giapponesi da porsi in entrambi i lati dell'aletta posteriore.


Il riferimento è stato tratto dallo schema due della tavola Aeromaster nel numero 48-381 (fKi-43 IJAAF Falcons Pt. III)
Il veivolo è stato presumibilmente pilotato dal sergente Isamu Sasaki che ha riportato nei suoi duelli ben 38 vittorie ed è, fortunatamente per lui, sopravvissuto alla guerra.

 

Conclusioni

Potrei inoltrarmi senza sosta circa gli ulteriori dettagli dell’aereo come gli scarichi e sulle linee arrugginite di congiunzione dei pannelli che dovrebbero essere più spessi dove gli addetti del tubo flessibile di gomma si ancorano all’attacco di metallo costringendo il modellista a modificare il pezzo alzando i flaps dalla posizione in cui l’Hasegava li ha posti (abbassati)
Ma credo che per un primo basilare approccio a questo modelli queste indicazioni siano più che sufficienti.

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Immagini Copyright © 2004 by Brett Green